Attilio Scienza lancia l’allarme climatico per gli spumanti: “sotto una certa quota il caldo distrugge i precursori aromatici, bisogna delocalizzarsi alzandosi oltre i 500 metri”.

Il professore di Viticoltura dell’Università di Milano aggiunge: “le bollicine partono sempre da un territorio, spesso si trascura l’aspetto della produzione per concentrarsi su tecnologia e impianti, ma sarebbe opportuno tornare alle origini”.

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