Eros e Vino: un legame ancestrale

 

San Valentino e il suo contraltare, San Faustino, si avvicinano, e come ogni anno mettono allo specchio due mondi solo apparentemente lontani: gli innamorati, detentori di certezze tanto preziose quanto fragili, e i single, tenaci sperimentatori dell’amore incerto.
E se la nostra vita sentimentale, in fondo, altro non è che un movimento fluido tra questi due mondi, c’è un patrono universale in grado di mettere d’accordo tutti i romantici, soli o in coppia che siano: il vino!

Che sia un bianco raffinato, un rosso vellutato o una frizzante bollicina, il nettare degli dei rappresenta da sempre lo strumento seduttivo per eccellenza. Già Ovidio nell’Ars Amatoria scriveva che “il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”.

Noi abbiamo provato a chiederci perché, e abbiamo trovato molto più di una buona ragione…

Il vino abbassa le inibizioni, ci rende più rilassati, fa scoprire pian piano i nostri lati più intimi, e lo fa al ritmo lento del gioco amoroso. La gradualità con cui produce il suo effetto si sposa, più che con il piacere tout court della conquista, con la danza liquida della seduzione, cerebrale prima che fisica.
Come se non bastasse, i suoi componenti chimici, primo tra tutti il resveratrolo, sostanza antiossidante in grado di aumentare l’afflusso sanguigno, sono in grado di migliorare sensibilmente il desiderio sessuale.

Il vino accende i sensi. L’olfatto in primis, che più di tutti sa regalarci stordimento, promessa, evocazione.
Gli aromi inebrianti sprigionati dal calice conferiscono al vino un’indubbia malìa olfattiva, replicando, pare,  le funzioni dei feromoni umani, responsabili della “chimica dell’attrazione”.
Il loro disvelarsi graduale è come una danza di seduzione, incarna il piacere dell’attesa: per “sentire” in modo più intenso bisogna saper aspettare.
Un preludio ammiccante all’esperienza del gusto, che si evolve sorso dopo sorso.
Accostato perfettamente a un cibo, il vino sa regalare una sensazione di simbiosi e completezza simile a quella di un abbraccio, o di un bacio. Non è un caso che sia la bevanda che più si abbina a raffinate cene a due.
L’udito poi, non lascia spazio a dubbi: il linguaggio del vino è puro desiderio!
Che sia fresco come un bianco o avvolgente come un rosso,  la sua consistenza viene chiamata, neanche a dirlo, “corpo”.
E che dire del calice, costituito da una “gamba”, lunga e sinuosa, e dalla coppa, tonda e perfetta, che la leggenda vuole modellata sui seni di Madame de Pompadour, amante di Luigi XV?
Anche alla vista e al tatto, insomma, il vino è passione, evocazione, rimando seduttivo.

Ma c’è dell’altro. Il vino racconta storie che fanno di noi non semplici bevitori, ma eletti.
E’ un simbolo culturale, una bevanda ancestrale decantata da poeti, filosofi, artisti, il “nettare degli dei” protagonista di banchetti sfrenati ma anche simbolo sacro dalla nostra tradizione religiosa. Racchiude insomma, nel nostro immaginario, la venerabilità e la tentazione, l’amore e l’eros, il sacro e il profano insieme, e questo lo rende un partner ideale della passione amorosa.

Non a caso chi beve vino è più sexy e attraente. Da una recente ricerca condotta dalla Luiss di Roma su interviste a 1.200 donne, l’uomo che non beve vino risulterebbe di gran lunga meno interessante (30%) o addirittura noioso (25%), mentre per riscaldare una serata intima ben il 48% delle intervistate sceglierebbe di bere vino piuttosto che altre bevande.
A conferma di ciò un’altra ricerca, condotta dall’università di Firenze, ha dimostrato come nelle donne che bevono vino rosso i livelli di desiderio sessuale siano più alti rispetto a quelle che bevono altri alcolici o che sono astemie.

Il vino insomma, con il suo effetto disinibente, è decisamente un motore dell’eros.

Per dirla con le parole di Roberto Cipresso e Giovanni Negri, gli autori di “Vineide”:
“Il vino ammicca, stuzzica, provoca, guarda, accarezza, allude, sorride, commuove, scopre e insegue. Ma è anche lascivo, inafferrabile, etereo, inebriante, sfuggente, struggente e avvolgente. Liquido per definizione e per natura, il vino è seducente come mai lo sarà la birra, l’orzata, la camomilla. Quanto a seduzione, con un whisky o un cocktail ci farete lo stesso che con un thè alla vaniglia o una tisana della nonna. Zero, e dovete semplicemente capire il perché… L’alcol vi ubriaca, non vi seduce: il vino prima vi seduce e poi vi aiuta a sedurre. Si fa desiderare. Gioca con voi a rimpiattino, chiuso in quel vetro ingannevole, nascosto dietro l’etichetta che vi ha incantato. Si concede poco a poco, lasciandosi all’aria e alla luce e chiedendovi musica, gioco, parola, celia e letizia. In una parola, vi strega”.

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