Gli americani lo preferiscono rosso

Gli ultimi dati confermano la tendenza al consumo del vino rosso, rispetto a quello bianco.
Il mercato americano, che rappresenta una voce importantissima dell’export italiano, parliamo infatti del 25% del nostro fatturato, fa una scelta molto conformata su quasi tutto il territorio. Se infatti si escludono gli stati dell’Iowa, del Nebraska e del Kansas, dove seppur di poco si predilige il vino bianco, tutto il resto del territorio statunitense predilige consumare il vino rosso. Se sia il resveratrolo o una questione di immagine non lo sappiamo, ma l’appeal del vino carico di sostanza estrattiva e strutturato, vince sul delicato e profumato vino bianco. A far aumentare il consumo di vino in generale, sono soprattutto i giovani e le donne, sempre più portati al consumo del nettare di bacco. Basta guardare qualche film americano o ad esempio la fortunata serie tv Beautiful, per rendersi conto di quanto in America sia chic agitare il calice pieno di vino. Questo avviene nelle scene dentro casa, passando per il ristorante, per concludersi nei locali notturni e nelle discoteche. Il vino protagonista delle giornate americane, per un fatturato annuo che arriva ai 45 miliardi di dollari e che fa ben sperare le cantine italiane, soprattutto in un periodo di crisi come questo. Gli statunitensi amano il vino italiano ed il consumo cresce anche grazie all’apertura di tanti nuovi ristoranti italiani che servono vini nazionali e fidelizzano così i clienti d’oltreoceano. La scelta cade sui vini più blasonati e sulle etichette ben curate e dai nomi accattivanti ed evocativi. L’attenzione dei consumatori, soprattutto in virtù della crisi, fa si che si sia spostata la scelta verso vini di fascia media, facendo diventare anche l’appassionato americano, un personaggio che è sempre più attento al rapporto qualità prezzo. Il vino e la crisi fanno anche questo, l’americano che beve vino rosso e sta attento al prezzo, ci somiglia sempre più.

 

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