I numeri del vino nel mondo

Anche lo screening del 2014 ha evidenziato come l’universo vitivinicolo goda di ottima salute. Dai dati diffusi in questi giorni, emerge come la superficie mondiale a vigneto sia in risalita piazzandosi a 7,554 milioni di ettari, con aumenti significativi soprattutto in Asia e Sud America. Un po’ a sorpresa la Cina (800mila ettari) è il secondo vigneto al mondo dopo la Spagna. Per quanto riguarda i paesi produttori, i numeri sono molto interessanti e vedono in testa la Francia, con 47 milioni di ettolitri, seguita dall’Italia (44 ml), Spagna (42), Usa (22,5) Argentina e Australia (12,6), Cina (11,7), Sud Africa (11,4), Cile (10), Germania (9,7), Romania (4,1) e Ungheria (2,5). I consumi del 2014 sono rimasti in linea con quelli dell’anno precedente, 242 contro 240 milioni di ettolitri. Gli Stati Uniti d’Americani si confermano i maggiori consumatori mondiali. Gli scambi internazionali sono aumentati in volume con un +2,5%, per un complessivo 104 ml hl, mentre sono rimasti stabili in valore, 26 miliardi di euro.

Concentrandoci sull’Italia, attualmente metà della nostra produzione viene esportata e la tendenza testimonia chiaramente come questa percentuale sia destinata ad aumentare. L’export è il vero business e il valore delle vendite ha già raggiunto quota 5,11 miliardi di euro. La capofila delle regioni produttrici è il Veneto con 4,4 milioni di ettolitri, seguono Emilia Romagna (6,7), Puglia (6), Sicilia (5,8), Piemonte (2,7), Abruzzo e Toscana (2,6), Campania (1,7), Lombardia (1,3) e da qui si va a scendere fino allo 0,1 della Liguria e allo zero Valle d’Aosta. Sono 90 le varietà che coprono il 77% della superficie totale della penisola, ma quelle che superano i 20mila ettari sono 7, mentre da i 10 e 20mila appena 8. La Sicilia è la super-vitata con 101mila ettari, seguita da Puglia e Veneto. Il vitigno più diffuso è il Sangiovese, poi Trebbiano, Montepulciano, Glera, Merlot, Pinot Grigio e Catarratto.  Il valorte dei vigneti in Italia, espressi in migliaia di euro per ettaro, vanno dai 600mila del Barolo Docg ai 78mila dei Doc nei Colli Euganei.

 

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