Il tappo non è solo una chiusura, ma un valore aggiunto

Una serata, quella vissuta all’ interno dell’Azienda agricola Marchesi de’ Cordano, che ha visto intrecciarsi cultura enologica, trasversalità della stessa, salvaguardia del prodotto, cura ed attenzione per l’ambiente ed infine ottima gastronomia. Il motivo dell’incontro, una scelta precorritrice, quella di utilizzare una nuova chiusura per il vino top di gamma Montepulciano d’Abruzzo D.O.C. Santinumi Terra dei Vestini Riserva 2008.

La scelta ricade su un tappo innovativo: Excellence di Amorim, azienda leader nella produzione di chiusure in sughero. Un tappo nuovo, un monopezzo che grazie a particolari processi di produzione non porta con se il problema che sembrava insormontabile, quello del sentore di tappo che inevitabilmente le chiusure in sughero si sono da sempre portate dietro.

L’azienda Amorim, rappresentata dal suo amministratore delegato Carlos Santos, ha come obiettivo ridurre a zero la possibilità che il Tricloroanisolo, responsabile di questa sensazione gusto olfattiva, possa inficiare il contenuto delle bottiglie, condannando il vino ad essere miseramente buttato via. Dietro un vino, c’è la passione del produttore, ci sono le aspettative di chi ha lavorato un anno intero per ottenere il prodotto e non è possibile che un semplice tappo possa rovinare per sempre il lavoro di una stagione enologica. Fosse anche un infinitesima percentuale del vino prodotto, perché ogni bottiglia ha un valore assoluto, che non è solo quello economico, ma rappresenta una vittoria, nel confronto impari con madre natura.  Le parole degli intervenuti, oltre a quelle del dott. Santos, sono state quelle di Francesco D’Onofrio titolare dell’azienda Marchesi de’ Cordano e dell’enologo Vittorio Festa, tutte convergenti in nome della salvaguardia del prodotto e della tutela dell’ambiente. Aspetto fondamentale quest’ultimo, del quale si è parlato in maniera approfondita. Il sughero, oltre ad essere una scelta completamente naturale, ha anche un impatto ambientale non indifferente se si considera che assorbe, inglobandolo al suo interno, una discreta quantità di CO2, che se moltiplicata per il numero di tappi che un’azienda utilizza per chiudere le sue bottiglie, rende quest’ultima protagonista nel campo della salvaguardia dell’ambiente.
Durante la serata, un’interessante verticale del Montepulciano d’Abruzzo Trinità, condotta splendidamente dalla Sommelier Manuela Cornelii, consigliera nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier. Tre annate 2000/2001/2003 che hanno raccontato tre differenti condizioni climatiche, conferendo al vino caratteristiche diverse, che stanno meravigliosamente evolvendo in bottiglia.
Serate del genere elettrizzano la platea, erudita dalle interessanti nozioni ed inebriata successivamente dalla degustazione dei vini aziendali. In questo clima il democratico padrone di casa Francesco d’Onofrio, ha anche deliziato la platea aprendo vini di rara qualità e concludendo con una serie di Champagne, un inno alla Francia e al mondo enologico, più che mai unito in nome della fratellanza e della qualità.

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