In Toscana con “le Potazzine”

Ci troviamo in Toscana, passeggiando tra le strade del Brunello in compagnia de “le Potazzine”: Sofia, Viola e mamma Gigliola

Questo termine viene usato a Montalcino per indicare le cinciallegre, piccoli uccellini colorati che abitano il bosco Montalcino, ed è diventato un nomignolo con cui i genitori o i nonni chiamano le loro bambine, che, in questo caso, sono Sofia e Viola.

La tenuta de le Potazzine si trova nel centro di Montalcino e vanta ben cinque ettari di vigneti da cui si ricava il famoso Brunello. Ogni anno, vengono prodotte tra le 35.000 e le 38.000 bottiglie e, come ci spiega una delle due sorelle, è un risultato grandissimo, considerando quanto l’azienda sia piccola rispetto alle altre del territorio.

I vini di cui questa piccola azienda familiare si occupa sono il Brunello; il Rosso di Montalcino; una riserva di Brunello, che viene prodotta sono nelle annate di particolare pregio; il Parus, che è vinificato solo in acciaio e infine, la tradizionale Grappa di Brunello invecchiata 18 mesi in barrique.

La famiglia si è sempre dedicata a questo vino con impegno e passione e, inoltre, il suo obiettivo è quello di produrlo nella maniera più naturale possibile, cioè secondo la tradizione: con fermentazioni completamente naturali, lieviti indigeni e lunghi invecchiamenti in botti grandi, da 30 o 50 ettolitri. Il Brunello riposa nelle botti per circa 40 mesi, il Rosso di Montalcino vi rimane per 12 mesi, mentre la riserva di Brunello per circa 60 mesi; quest’ultimo vino è stato prodotto nelle sole annate 2004, 2006, 2011 e 2015.

Le tre donne ci svelano i piatti che amano abbinare con i loro vini. “Abbinerei un Brunello con qualcosa di sostanzioso, come una fiorentina, dato che siamo in Toscana” afferma Viola, la sorella maggiore. Sofia, invece, rivela: “Io sono amante della pasta, quindi consiglierei un bel piatto di pinscher al ragù, tipico di Montalcino, con cui non si sbaglia mai”. “Resta solo il dessert, ma, poichè non produciamo vini dolci, ci possiamo tranquillamente adattare un Parus, che può essere anche abbinato a stuzzichini come formaggi e salumi” riferisce Gigliola.

Paola Onidi

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