Millesimato “Première dame”, quando l’attesa vale la pena

Presentato a Roma il primo millesimato di casa Biondelli, fotografia esclusiva dell’annata 2010 con tutti i profumi della Franciacorta

Vale la pena aspettare chi si fa desiderare? Nel caso della nuova proposta di casa Biondelli la risposta è “si”. La splendida location offerta dall’Hotel De Russie di Roma ha fatto da cornice alla presentazione del primo millesimato della cantina franciacortina: il “Premiere dame”. Un nome quanto mai calzante per un vino che si fa desiderare non solo per la sua esclusività (sono state prodotte solo 1.200 bottiglie) o perché può essere prodotto solo quando l’annata lo consente, ma anche per la sua anima “nature”, che impone di berlo in tempi brevi una volta uscito dalla cantina. Per poi tornare nuovamente ad aspettare la prossima annata utile. Una vera première dame, insomma.

«Abbiamo cercato di mettere in evidenza un singolo cru, di una determinata annata, in questo caso quella del 2010, l’unica vendemmia che abbiamo deciso di millesimare – ha spiegato Joska Biondelli, oggi alla guida dell’azienda di famiglia –  Il vigneto da cui proviene il Premiere dame è una particella di tre ettari che chiamiamo “Nave” per via della sua particolare forma a prua ed è un vitigno storico, presente da sempre sulle carte catastali della Franciacorta, che conserva tutta la spiccata mineralità tipica del nostro terroir».

La cantina Biondelli ha il suo centro in un’antica cascina cinquecentesca nel territorio di Bornato, nel cuore della Franciacorta. Qui i dieci ettari di terreno, coltivato seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, sono divisi in cinque particelle, da cui si ricavano il Brut, il Saten e il Première dame. Ma in futuro si prevede anche un rosè pinot nero al 100%.

«Il Première dame può essere prodotto solo quando l’annata lo consente – ha precisato Joska – e, anche se è ancora presto per dirlo, i livelli di acidità di quest’anno sono abbastanza sostenuti da far pensare ad un possibile millesimato 2014».

A Claudia Bondi, sommelier, detentrice in carica del titolo di Ambassadeur du Champagne 2013 per l’Italia e titolare dell’agenzia di comunicazione “Perle &Perlage” abbiamo chiesto un parere sul nuovo prodotto di casa Biondelli. «È un vero e proprio millesimato, perché si tratta di un’annata importante caratterizzata da una grande acidità – ha spiegato – e questa grande freschezza penso sia molto penetrante e vada ad amplificare la mineralità del vino. Poi, c’è questo finale di liquirizia che è un po’ il timbro, il marchio di fabbrica della Biondelli ed è la riprova che è possibile fare vini di terroir e allo tempo stesso veicolare lo stile della maison. Ho trovato in questo vino profondità e coerenza, come un’orchestra».

«È stato interessante bere questa etichetta in cui ho trovato territorialità, grande bevibilità e questa piacevolezza che induce al riassaggio – ha detto il noto sommelier Alessandro Scorsone – le papille gustative sono molto reattive perché trovano in questo calice trasversalità: questo è un vino che va bene dall’inizio alla fine, dall’aperitivo alla meditazione, dal pesce alla carne e questo perché è indirizzato all’utente finale. È un vino che ha personalità, piacevolezza e stile».

La presentazione si è conclusa con la degustazione della bollicina, in attesa del prossimo “Première dame”.

 

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