Orsogna, 50 anni e tanti risultati

I soci della cantina di Orsogna hanno vissuto un gradevole e rilassante momento tutto dedicato a loro.

In occasione del cinquantenario della fondazione della realtà sociale Orsognese, i soci infatti, si sono riuniti nello spazio che circonda  il Convento Santa Annunziata in contrada Feuduccio, per celebrare, è proprio il caso di dirlo, il mezzo secolo di quella che nel 2012 è stata premiata al Vinitaly, come migliore cantina italiana.

Un momento tutto dedicato a loro, i soci, che con la caparbietà, il sacrificio e l’attaccamento alla terra, conferiscono ogni anno alla cantina delle uve sanissime, che poi verranno successivamente trasformate in vino dall’enologo e dai suoi collaboratori.

Il socio protagonista, il socio attore principale e quindi il primo a raccogliere l’applauso, questo è il senso degli interventi sul palco del Presidente Giuseppe Micozzi, del Vice Presidente Alessandro Pinto e dell’enologo Camillo Zulli.

Micozzi ci parla quasi commosso, quando racconta di questo importante traguardo e di quanti sacrifici ci siano voluti, dalla fondazione ad oggi, per far si che la cantina di Orsogna raggiungesse tali risultati. Parla del primo Presidente, il compianto Simeone e con l’occasione ringrazia tutti i presidenti che si sono avvicendati prima di lui ed accoglie, come fosse un padre, i 600 soci invitati alla loro festa e le famiglie che li hanno accompagnati.

L’enologo Zulli, ci racconta della conversione al biologico, dei primi 4 soci pionieri che conferivano le loro uve biologiche, che all’epoca rappresentavano poco più dell’uno per cento del conferimento totale. Parliamo del secolo scorso. Eroi visti non di buon occhio da chi conduceva un’agricoltura convenzionale, legata a trattamenti chimici a volte dissennati e fuori controllo. I 4 soci pionieri pian piano, con l’esempio, hanno convinto sempre più soci a compiere questa straordinaria virata, personale e umana, oltre che lavorativa. I primi soci conferitori di uve biologiche, racconta Zulli, si ritrovavano ad aspettare il loro turno sui trattori, a volte fino alle due di notte. Tanta infatti era l’attesa, giacché prima andavano conferite le uve convenzionali e poi, dopo aver accuratamente lavato tutti gli impianti, così come vuole il disciplinare di produzione, potevano essere conferite le uve provenienti da agricoltura biologica.

Zulli racconta anche dell’importante passaggio al biodinamico, quando insieme ad altri 3 produttori, andò a Parma, alla sede della Demeter Italia, organismo internazionale che sovrintende e certifica le produzioni biodinamiche, per capire di più sull’argomento e spianare la strada verso questa ulteriore forma di governo delle culture, che merita ampio spazio di approfondimento e che winechannel ha da sempre avuto a cuore.

La festa è andata avanti con un ricco menù e con i vini della cantina di Orsogna, mentre noi ad un certo punto, in compagnia del Presidente Micozzi e dell’enologo Zulli, ci siamo diretti verso la cantina, per entrare nel punto vendita e degustare insieme alcuni vini per capirne di più. La scelta è ricaduta sul Pecorino, fiore all’occhiello dell’enologia abruzzese, del quale Zulli ci ha parlato con dovizia di particolari. Un Pecorino declinato in tante etichette, spumante compreso. Un finale con lo spumante rosè, prologo della serata successiva, vero protagonista di una festa che ha coinvolto tutta la cittadinanza.

“La notte rosè” si è svolta infatti il giorno successivo, in una Orsogna animata da migliaia di presenze in un ghirigoro di vie, dove gastronomia, vino ed intrattenimento erano dislocate in maniera omogenea. Gran parte del centro storico è stato mutato in ristorante all’aperto ed in palcoscenico dove si è mangiato un menù tipico abruzzese, arrosticini e porchetta compresi e dove si sono esibiti artisti di strada e vari performer. Non è mancata l’aera degustazione con tutti i vini della Cantina di Orsogna, versati e “raccontati” da preparatissimi sommelier dell’A.I.S..

Sul palco vero e proprio allestito in Piazza, si sono esibiti gli Acanto, un gruppo musicale italiano che nel loro “concierto INTImo” collabora con due artisti sudamericani. Un concerto molto ricco di contenuti musicali, che spazia dalle sonorità andine all’intramontabile Fabrizio De Andrè.

Gli acanto, 15 anni di esperienza musicale insieme, con una passione che affonda radici negli anni settanta e nella vera e propria adorazione per gli Inti-Illimani, lo storico gruppo cileno. Proprio il contatto diretto e l’amicizia con Max Berrú Carrión degli Inti-Illimani, nasce l’idea di “Concierto INTImo”. Il pubblico di Orsogna, con i suoi applausi, meglio di mille parole, ha tributato il successo della serata. L’intrattenimento sul palco è stato completato con l’esibizione del tenore Piero Mazzocchetti, terzo ad un recente festival di San Remo, che con la sua voce ha fatto vibrare ed emozionare gli spettatori presenti. Parentesi revival con il cantante Goran kuzminac ed un finale tutto dedicato alla comicità con Vincenzo Olivieri, noto performer abruzzese che ha deliziato gli ospiti con un monologo davvero divertente.

Come nella migliore tradizione popolare, la festa in piazza si è conclusa con gli spettacolari fuochi d’artificio ad illuminare il pubblico con il naso all’insù, che conserverà il bel ricordo di una piacevole notte rosè.

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