Oscar Farinetti e la magia della semplicità

Usa parole semplici da applicare a concetti elementari: il sistema è una bomba. In fondo Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly, ha solo chiesto una leva, gliel’hanno data e lui con nonchalance ha sollevato il mondo. Con quel marchio un po’ così, quella crasi tra “eat” e “italy” che, paradossalmente, riesce con parole inglesi a sintetizzare l’eccellenza italiana e a entrare prepotentemente nella testa di tutti i consumatori. “Cerchiamo ciò che ci unisce e non quello che ci divide” è il suo slogan implicito. Anche perché, diciamolo: chi meglio di noi? Nessuno, ovviamente, infatti il successo del suo marchio è planetario. Nei giorni scorsi, Oscar è stato in Abruzzo e ne ha decantato le immense virtù enogastronomiche con uno stupore così genuino che era impossibile non credergli. A sentire l’intervista sembra di “assaggiare” veramente tutti questi alimenti “fantastici” che ha provato. Ha parlato di una regione fortunata e, a dirla tutta, viene il sospetto che non sia l’unica nel suo tour. Ma se funziona non è solo per la lusinga facile, piuttosto dice tante verità e le fa piacere. Creare un unico marchio italiano che abbia una visibilità meritata frutto anche di una severa selezione, esaltare le diversità trasformandole in unicità, abolire le gelosie tra produttori, rendere la concorrenza uno stimolo alla qualità e, soprattutto, smetterla con riunioni e tavole rotonde e bla bla bla per andare in giro a farsi conoscere, a raccontare agli altri cosa si è capaci di fare, sono tutti parametri tanto semplici quanto efficaci che si fondono in una miscela irresistibile. Ecco perché ha ragione lui.

Leave Your Comment

Your email address will not be published.*