Partenza esplosiva a Roma per i “vini dei vulcani”

Successo per la tappa romana del format itinerante, in Italia e all’estero, lanciato dall’Associazione delle doc vulcaniche, in vista di Expo 2015

Soddisfazione a Roma per Volcanic Wines, l’associazione delle doc di origine vulcanica di tutta Italia, nata nel 2012 e composta da consorzi di tutela, enoteche e comuni, che lunedì 26 gennaio ha presentato l’evento “I vini del vulcano” al prestigioso Hotel Hilton Cavalieri, in collaborazione con Bibenda e la federazione italiana sommelier. E non poteva iniziare in modo differente il 2015, anno interamente dedicato all’Expo e che da maggio ad ottobre vedrà proprio questa “associazione trasversale” impegnata nella valorizzazione delle eccellenze enologiche italiane sotto il segno del vulcano.

A Roma si sono date appuntamento oltre 30 aziende di tutta Italia selezionate per la degustazione, 11 denominazioni di origine e 7 regioni italiane, numeri di tutto rispetto ma che rappresentano solo un “assaggio” di quanto verrà proposto nel corso delle differenti tappe italiane ed internazionali di questo format itinerante che tanto piace in Italia e all’estero. Un parterre d’eccezione per una degustazione guidata dal giornalista Antonio Paolini, dal sommelier di Bibenda Daniele Maistri e da Giovanni Ponchia, esperto del Consorzio del Soave. L’intuizione vincente – fatta della qualità dei vini il requisito essenziale di partenza – sta nell’aver individuato nel vulcano una chiave di comunicazione chiara e comprensibile anche per i non addetti ai lavori, vale a dire per la maggioranza dei potenziali consumatori che nel tempo sono stati “inibiti” dal mondo del vino in quanto percepito come ostico e complesso.

«Per il sistema del vino italiano – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave, a capofila dell’associazione – c’è la possibilità di superare le barriere legate ai singoli territori e dare così un’immagine unica dal Nord, al Sud fino alle isole. Parliamo di vini che sono spesso poco conosciuti e di vitigni autoctoni, raccontando tante storie di persone e di aziende veramente nuove».

Il vulcano dunque rappresenta una vera e propria spina dorsale che dalle Alpi alla Sicilia unisce l’Italia delle eccellenze enologiche all’interno di una vera e propria “brand experience” vale a dire una tangibile esperienza di territorio che sia in grado di esistere anche fuori della sede milanese di Expo e di durare nel tempo. Del resto il vino è territorio ed il territorio è vino. Da qui la forte valenza turistica che questo progetto di promozionale porta in sé. Volcanic Wines infatti offre grandi potenzialità sia come opportunità per lavorare in rete, sia per la flessibilità del format che opera su più fronti, dalla ricerca fino alla comunicazione. Da non dimenticar e poi che il tema guida dell’Esposizione Universale è “Nutrire il pianeta” e proprio i suoli di origine vulcanica sono in assoluto i più ricchi e i più fertili del mondo.

L’associazione Volcanic Wines nasce nel 2012 ed è una associazione, di cui è capofila il Consorzio del Soave, che raccoglie al suo interno le doc italiane di origine vulcanica, assieme ad enoteche e a comuni che sono accomunati dal “fattore vulcano”. Ne fanno parte Consorzio del Soave, Consorzio Tutela Bianco di Pitigliano, Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, Consorzio per la Tutela dei Vini Orvieto, Consorzio Tutela Vini di Gambellara, Enoteca Provinciale della Tuscia, Consorzio Vini doc Colli Euganei, Cantina di Mogoro (Sardegna), Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, Comune di Milo, Consorzio di Tutela Vini del Vesuvio, Comune di Pantelleria, Consorzio Tutela Vini Etna doc, Consorzio di Tutela Vini d’Ischia.

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