Se poi si spogliano…

La nuda verità è che tanti sono i metodi per farsi pubblicità e per vendere un prodotto.
Sicuramente è molto più difficile far indirizzare i riflettori su di un prodotto puntando solo sulla qualità. C’è bisogno di un veicolo per promuovere, di un evento, di uno slogan azzeccato e ben veicolato oppure una scorciatoia, ben collaudata come quella del nudo o quasi. Meglio il quasi, ovvio, il nudo a se stante sortirebbe l’effetto contrario.
L’associazione delle giovani vignaiuole austriache “Jungwinzerinnen”, ha deciso che per fare il vino ci vuole il fisico e bisogna pure mostrarlo. Siamo alla dodicesima edizione e la moda di fare un calendario è ormai consolidata. Il vino deve essere senza nessuna velatura, altrimenti non è sano, le vignaiuole lo sanno, si omologano e si mostrano quasi senza veli.
Uno dei tanti modi per mostrare il lavoro in vigna ed in cantina, un percorso lavorativo che illustrato in abbinamento a ragazze in lingerie, potrebbe almeno incuriosire e far capire al meglio le dinamiche che portano una pianta a produrre uva e di conseguenza, dopo diverse fasi, nelle quali l’uomo, in questo caso la donna, ottiene il vino che ci ritroviamo nel bicchiere. Parliamo di vini eccellenti, di vini profumati e ben strutturati, come ad esempio il Riesling, parliamo di vigneti di rara bellezza, inseriti in contesti davvero affascinanti, parliamo di cantine moderne e ben attrezzate, dove il lavoro è svolto in maniera costante e meticolosa.
Le vignaiuole d’oltralpe lo sanno e fanno leva su questo per proporci un classico ragionamento, stavolta al contrario.
All’epoca era il seguente: “Compro il vino, la faccio bere e poi lei si spoglia”, ora invece è: ”Mi spoglio, lo faccio comprare e poi beve”
Va benissimo, a patto che si beva qualità, poi ogni mezzo è più che giustificato.

 

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