Slow Wine, il segreto è nei simboli

In occasione della presentazione dell’edizione 2016 della guida Slow Wine,  venerdì 20 novembre a Controguerra (Te),  il coordinatore regionale della guida per Abruzzo e Molise, Davide Acerra (nella foto insieme con Annamaria D’Eusanio), ha tessuto le lodi di una realtà vitivinicola vivace e reattiva come quella abruzzese. ““Nascono nuove denominazioni, nuove cantine, si affermano originali approcci enologici, tendenze innovative, ma il dato reale è la presenza di molti giovani che spesso hanno deciso di proseguire l’attività dei genitori o che semplicemente hanno visto nella campagna il loro futuro, soprattutto in un quadro economico generale poco confortante. Non è quindi un caso  – prosegue Acerra – che tanti riconoscimenti assegnati quest’anno siano stati attribuiti a realtà emergenti che crediamo possano avere sempre più un ruolo di primo piano. Un altro elemento importante da segnalare è la diffusione generalizzata di colture e pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente. L’Abruzzo si conferma anche una regione in cui si riesce a bere bene in ogni fascia di prezzo: e questa non è cosa da poco. L’annata 2014 è stata disastrosa dal punto di vista meteorologico, con qualche sprazzo di sole e tanta pioggia che ha creato non pochi problemi per la salubrità e l’integrità delle uve. Le rese sono crollate, ma la massa raccolta ha prodotto vini di grande qualità espressiva ed equilibrio”. Giunta alla sesta edizione, la guida firmata dalla Chiocciola continua a essere un importante punto di riferimento per la vitivinicoltura italiana. «Oggi tutte le informazioni sono a portata di click, semplici da trovare e gratuite – spiegano i due curatori , Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni – e vista in quest’ottica, Slow Wine parrebbe un orpello inutile: ma se così fosse, non si spiegherebbe come mai delle cinque edizioni, quella del 2015 ha registrato il maggior successo di vendite. Probabilmente, allora, ciò che si acquista con questa guida non si trova così facilmente sul web: noi vendiamo un sistema operativo, una chiave di lettura frutto dell’esperienza quasi trentennale di Slow Food in materia di vino e cibo». Una guida, questa, che ha cambiato l’approccio alla valutazione dei vini, che non si limita più alla degustazione delle bottiglie con relativa assegnazione di punteggi. «Slow Wine è un cantiere aperto 365 giorni all’anno», continuano i curatori «una finestra spalancata sui vigneti. Si riparte dalla terra e questa è la vera rivoluzione: aver spostato a monte l’asticella, con la visita alla singola cantina e al territorio che la ospita. È questa la chiave di lettura che ci permette di giudicare in un secondo momento il vino, facendo nostri i valori del rispetto del lavoro in vigna, dell’interpretazione del terroir e dell’esaltazione delle caratteristiche di una cultivar, che sono il fine ultimo dell’opera di un vignaiolo». Per segnalare ai lettori le cantine che interpretano al meglio i valori di Slow Food dal punto di vista organolettico, territoriale e ambientale, la guida usa il noto simbolo della Chiocciola; la Bottiglia, invece, indica i produttori capaci di esprimere un’ottima qualità per ciascuna delle etichette presentate, e la Moneta, premia il buon rapporto qualità-prezzo delle bottiglie recensite. Come nelle edizioni precedenti, inoltre, la redazione segnala i Vini Slow, che oltre a essere ottimi dal punto di vista organolettico riescono a esprimere caratteri legati a territorio, storia e ambiente; i Grandi Vini, eccellenti sotto il profilo organolettico, e i Vini Quotidiani, ottimi anche per il loro prezzo contenuto (non più di 10 euro in enoteca). Menzionate anche le cantine che offrono ristoro (con una Pentola) e quelle che danno ospitalità per la notte (con una Chiave). Nella sesta edizione di Slow Wine sono recensite 1917 cantine, di cui 188 hanno ottenuto la Chiocciola, 174 la Bottiglia e 132 la Moneta, con 252 vini slow, 156 grandi vini e 246 vini quotidiani; 456 sono le aziende con possibilità di ospitalità e ristoro e 704 quelle che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini presentandosi con una copia di Slow Wine. Slow Wine 2016 ha selezionato in Abruzzo e in Molise 63 aziende vinicole, di cui 7 hanno ottenuto la chiocciola, Valentini, Cataldi Madonna, Emidio Pepe, Torre dei Beati, Praesidium, Valle Reale e Cirelli. La parte del leone la fa ovviamente il Montepulciano d’Abruzzo anche se si confermano su ottimi livelli i vini provenienti dai vitigni autoctoni a bacca bianca. Anche il Molise evidenzia un netto progresso con nuove aziende che affiancano i produttori più noti e con la tintilia che ha le carte in regola per diventare un grande rosso nel panorama nazionale.

 

 

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