Uiv, Ismea, Mipaaf: previsioni vendemmiali 2016

Il neo eletto presidente di Unione Italiana Vini, Antonio Rallo: “Italia riconquista la leadership mondiale. Ora bisogna iniziare a guardare a nuovi mercati, come la Cina”.

Una vendemmia abbondante e di qualità con una produzione di 48,5 milioni di ettolitri che potrebbe confermare la leadership mondiale dell’Italia nel mercato mondiale del vino, superando anche le previsioni di Italia e Francia che dichiarano rispettivamente 42,9 e 43 milioni di hl. Sono queste le previsioni per la vendemmia 2016 presentate da Unione Italiana Vini e Ismea presso il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal nuovo presidente UIV, Antonio Rallo; dal direttore generale Ismea, Raffaele Borriello e dal segretario generale UIV, Paolo Castelletti.
Si tratta anche del miglior battesimo per l’Osservatorio del Vino, promosso da UIV e ISMEA che quest’anno per la prima volta diffonde le previsioni vendemmiali raccogliendo l’eredità della ventennale collaborazione tra questi due soggetti. I dati rilevati, sono frutto di una ricognizione effettuata tra il mese di agosto e la primi di settembre in tutte le zone vitate del Paese, integrati, grazie all’Osservatorio, in un sistema organico e strutturato di monitoraggio della produzione e dei mercati interno e internazionale che rappresenta un punto di svolta per il sistema vitivinicolo italiano.

Il Ministro Martina: “L’Italia si conferma primo produttore di vino al mondo per quantità. Un dato importante, soprattutto tenendo conto della grande qualità che sappiamo sviluppare in tutti i territori delle nostre regioni. Ora dobbiamo diventare leader anche per valore”.

“Oltre al dato produttivo, ciò che appare determinante per le sorti del settore è il percorso di crescita sui mercati internazionali – aggiunge Raffaele Borriello, Direttore Generale ISMEA – su questo fronte, dopo l’ennesimo record in valore del 2015, esistono margini per guardare con ottimismo anche all’anno in corso visto che i dati dei primi cinque mesi indicano una crescita dell’export sia in volume sia in valore, che lascia presagire il raggiungimento di un ulteriore record in chiusura d’anno dopo quello del 2015”.

“Dobbiamo guardare a nuovi mercati importanti per il nostro export, come la Cina, e rivolgerci con nuova attenzione al mercato interno che, ricordiamolo, rappresenta ancora il primo mercato per il nostro vino assorbendo il 50% del prodotto. Le imprese devono tornare ad investire sul consumatore italiano”. Conclude Antonio Rallo.

Qui il dossier completo, con il dettaglio regionale: http://www.uiv.it/vino-italia-riconquista-leadership-mondiale/

 

 

Leave Your Comment

Your email address will not be published.*