Un libro al Traminer

Oggi un amico scrittore mi ha chiesto di leggere il suo libro. “Di che parla? – gli chiedo – (l’ultima cosa che voglio è impegnarmi con l’ennesimo saggio di pseudo politica). “Del distacco” – risponde. “Va bene – dico io – allora lo assaggerò volentieri con un calice di Traminer”. Ecco, non so perchè l’ho detto. Ho mentalmente associato il distacco al dolore e dunque all’assunzione di alcool come effetto placebo? Potrebbe essere. Ma in questo caso  penso che avrei citato un superalcolico, qualcosa con una gradazione superiore in grado di annebbiare un eventuale struggimento o che so io. No, io penso che la mia mente abbia associato per prima cosa il vino alla lettura, scegliendo in parallelo un vino adeguato alle emozioni che avrei, di lì a poco, vissuto. Mangiare versi e bere vino, dunque. Un binomio che funziona, non solo perchè il vino ispira da sempre autori e poeti, ma anche perchè accompagnare una buona lettura ad un buon calice significa associare due forme d’arte: entrambe raccontano una storia e, con quella storia, emozionano. Si, ma perchè proprio il Traminer? La risposta più banale è che l’ho bevuto ieri sera in un locale di Pescara, ma se ci penso trovo che l’abbinamento sia perfetto. Il colore dai brillanti riflessi dorati rapisce al primo sguardo, come un colpo di fulmine. Gli aromi che sprigiona sono così pieni, inebrianti, intensi e delicati al tempo stesso che la testa per un pò si perde, si disancora, e poi ritorna, ma solo per  riempirsi ancora di quel profumo. Così, si aspetta un pò prima di provarne il sapore, quasi a temere che possa deludere le sensazioni provate fino a quel momento. Ma il gusto non delude, anzi, sorprende con uno straordinario sapore pieno, aromatico e deciso. Ed è persistente, nel senso che non ti abbandona. Ma il vitigno da cui proviene è difficile da coltivare. Necessita di una maturazione lenta, basata sul giusto equilibrio di acidi e zuccheri che, se ben bilanciati, consentono di poter gustare un’opera d’arte o al contrario rimpiangere ciò che avrebbe potuto essere. Ora vi chiederete cosa c’entra la separazione. Se il Gewürztraminer matura troppo fretta, cosa che avviene facilmente se si prova a coltivare l’uva a temperature troppo “focose”, il vino svilupperà inevitabilmente un sapore amaro. Quello, appunto, del distacco.

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