Utilizzo Fondi Ue: l’Italia del vino vicina alla perfezione (99,9%)

Se la perfezione non esiste, però a volte si arriva a sfiorarla molto da vicino. E’ il caso della nostra bella Italia (fin troppo vituperata in passato per certe sue cattive abitudini) che può vantare un suggestivo valore al 99,9%. Di cosa si tratta? E’ presto detto, della percentuale di utilizzo (336,6 milioni) delle risorse  (336,9 milioni) messe a disposizione da Bruxelles nell’ambito dell’Ocm vino. Un dato che fa sorridere il ministro per le Politiche agricole  Maurizio Martina. “Siamo riusciti – ha spiegato il titolare del dicastero – a sfruttare al meglio i fondi europei per rendere sempre più competitivo un comparto modello come quello del vino. Un sistema che per il nostro Paese vale oltre 14 miliardi. Partiamo da una base eccellente: siamo i primi produttori al mondo, dobbiamo saper valorizzare ancora di più il nostro vino. Questo è un impegno del Governo”. Nonostante gli ottimi risultati finora conseguiti, Martina non si accontenta. “Abbiamo portato avanti un grande lavoro, ma possiamo ancora crescere soprattutto sul fronte internazionale. Per farlo sarà utile ottimizzare alcuni strumenti e concentrare al meglio le risorse per la promozione, perciò abbiamo aperto un tavolo con le Regioni in modo da poter affiancare le imprese nel percorso di internazionalizzazione”. L’essere riusciti a fare il pieno di fondi Ue, grazie anche a una forte tendenza nell’export che nei primi 8 mesi del 2015 ha messo a segno un +6% rispetto allo stesso periodo del 2014 (fonte Ismea), consentirà investimenti che aumenteranno  la qualità delle produzioni e la penetrazione nei mercati internazionali. Entrando nello specifico, ci si chiede: come spende l’Italia? Tranquilli, spende bene. La maggior parte delle risorse è andata per il restyling dei vigneti e la promozione sui mercati  oltre l’Unione Europea, a seguire investimenti in cantina finalizzati a favore l’innovazione, infine coperture assicurative dei raccolti, distillazione dei sottoprodotti e “vendemmia verde”.

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